La Meditazione della Centratura è un esercizio abbastanza conosciuto e diffuso sotto varie forme. Questa meditazione è tanto semplice quanto importante, ma spesso è anche poco compresa da chi la pratica. Per diventare più efficaci dobbiamo prima di tutto avere ben chiaro cosa stiamo facendo: motivo per il quale tratterò ora alcuni dei concetti necessari a comprendere questa pratica, per poi passare alla spiegazione dell’esercio stesso. La Meditazione della Centratura è un esercizio fondamentale che chiunque può fare nella propria pratica quotidiana, ed è anche il primo esercizio del percorso che seguiamo nello PsyClub.
Introduzione
Come insegna lo yoga, il corpo sottile è composto di vari "nadi", i quali sono comunemente definiti come dei canali di energia sottile (chiamata anche "prana", "etere" o "mercurio filosofico"). Quando parliamo di energie sottili però non dobbiamo prendere le parole alla lettera, ma dobbiamo cogliere invece il loro significato simbolico. Questi nadi infatti non sono dei "tubi" nei quali scorrono dei fluidi isolati, ma sono più delle correnti, che si intersecano l’una con l’altra e che muovono ritmicamente il mare del corpo sottile. I tre nadi più conosciuti sono Ida, Pingala e Sushumna. Anche altre tradizioni ne parlano, usando nomi e simboli diversi per esprimere la stessa realtà sottile: in Alchimia per esempio si parla della forza Solare, della forza Lunare e di Saturno. Ora non è il caso però di star qua ad approfondire tutte le tradizioni: ciò che ci interessa qui è solo avere le basi per iniziare a praticare. Comunque i primi due nadi sono anche quelli che, usando il linguaggio comune, entrano in gioco durante il "channeling" e il "grounding", ossia la canalizzazione e il radicamento, due termini che sono usati spesso a sproposito.
Comunque, che li chiamiamo in un modo o nell'altro, come dicevo all'inizio l'importante è capire il significato che si cela dietro le parole. O almeno farsene un'idea, dato che "capire il significato" di questi simboli è soprattutto una questione di pratica. Nonostante ciò, si dovrebbero anche studiare parallelamente alla pratica i vari aspetti di questi "nadi" o "forze": questo "studio" però non deve essere un imparare a memoria, ma piuttosto un confronto diretto tra l'esperienza diretta che fa il praticante e gli insegnamenti delle varie tradizioni iniziatiche. Detto ciò, farò ora una breve introduzione sul significato di questi nadi, appunto per farsi quantomeno un'idea di cosa sono queste tre forze sottili.
Intanto chiariamo che le forze sottili (o forze eteriche) sono le forze che danno forma alla materia, permettendo la manifestazione e l'esistenza dell'universo. Nell'Uomo, le forze sottili sono le forze psichiche-animiche che danno forma al nostro sistema psico-fisico. Anche le emozioni, i pensieri, il "karma" o i chakra sono forze sottili. Queste forze sottili possono organizzarsi anche in "campi", o "forme pensiero", che sono sostanzialmente degli insiemi di diverse forze sottili che tendono ad uno scopo. Un esempio sono proprio i chakra, che sono dei campi energetici che regolano le nostre funzioni e interazioni psico-fisiche. I nadi sono un altro esempio di campi energetici: questi campi sono canali che il nostro sistema sottile utilizza per spostare forze sottili e informazioni dentro e fuori il sistema stesso.
Il Canale Centrale (Sushumna) è quello che attraversa verticalmente il nostro corpo e i nostri chakra: è il canale principale del nostro corpo energetico, è "l'asse del mondo" che ci connette con il Sé. Il Canale Centrale è attraversato da due forze sottili, che sono la Forza Solare (Pingala, color bianco-Oro) e la Forza Lunare (Ida, color bianco-azzurro), che scorrono - prevalentemente - e rispettivamente nella parte anteriore e nella parte destra del busto la prima, e nella parte posteriore e nella parte sinistra del busto la seconda, per poi invertirsi nelle quattro parti della testa. La fusione di queste due forze genera una terza forza (o energia) vitale che è la forza Marziale (color rosso-Oro) e Saturnina, la quale direziona il nostro agire consapevole (ossia la famosa Kundalini).
Questa potenza è chiamata suprema, sottile, trascende ogni norma di comportamento. Avvolta intorno al punto luminoso (bindu) del cuore, all'interno giace nel sonno, o Beata, in forma di serpente addormentato e non ha coscienza di nulla, o Umā. Questa Dea, dopo aver immesso nel grembo i quattordici mondi insieme con la luna il sole i pianeti, cade in uno stato di obnubilamento come di chi è offuscato dal veleno. È risvegliata dalla suprema risonanza naturale di conoscenza, [nel momento in cui] è scossa, o Eccellente, da quel bindu che sta nel suo grembo. Si produce infatti uno scuotimento nel corpo della Potenza con un impetuoso moto a spirale. Dalla penetrazione nascono per prima i punti splendenti di energia. Una volta levata Essa è la Forza (kalā) sottile, Kuṇḍalinī.
- Tantrasadbhāva, f.11b linea 4 – f.12b linea3; citato in Kṣemarāja, Śivasūtravimarśinī, commento a II.3; in Vasugupta, Gli aforismi di Śiva, con il commento di Kṣemarāja, a cura e traduzione di Raffaele Torella, Mimesis, 1999, p. 90 (citazione tratta da: Kuṇḍalinī, Wikipedia).Queste tre forze, o energie, o correnti, che sono quelle che ci interessano nella Meditazione della Centratura, sono quindi: (1) la Forza Solare che ci nutre e ci purifica, e che cresce quando sviluppiamo una relazione armonica con il Sé, essa è "calore naturale", ed è legata al rapporto aureo, alla sublimazione e allo Zolfo alchemico; (2) la Forza Lunare che ci permette di manifestare ciò che siamo, che condensa il pensiero nell'azione, la forza riequilibratrice del nostro corpo, essa è "l'umidità radicale", ed è legata alla gravità, alla coagulazione e al Mercurio alchemico; e (3) la forza Marziale e Saturnina che ha origine dall’unione delle prime due, la quale è la forza vitale (unione di della Forza Solare e Lunare) che fa crescere il seme sepolto nel grembo della Terra, ed è legata alla fissazione, alla radice di 2 e al Sale alchemico.
Nel fare questo tipo di pratiche dobbiamo sempre ricordarci che il nostro corpo sottile è un sistema complesso, proprio come nostro il corpo fisico, e non basta "aggiungere benzina" perché tutto funzioni al meglio. Questa, in genere, è proprio la scelta sbagliata: infatti "caricandosi si energia" si rischia di peggiorare eventuali squilibri energetici che quasi sicuramente da qualche parte abbiamo. Il nostro obbiettivo invece deve essere tutt'altro, ossia che le correnti del nostro corpo sottile (e quindi della nostra mente) scorrano fluide e in modo armonico, senza ostacoli o "deviazioni". Per fare un'analogia, pensa all'albero di un motore: se è fuori asse, anche di poco, più accelera e più rischiera di subire perturbazioni che potrebbero distruggere il motore: l'obbiettivo quindi non deve essere quello di far girare l'albero più veloce, ma di far si che possa scorrere fluido, "centrato", senza attriti e ben "oliato". Come per l'albero del motore, dobbiamo avere lo stesso identico obbiettivo anche per il nostro Canale Centrale e per tutti i canali e i campi del nostro corpo sottile. Lo scopo della Meditazione della Centratura infatti è quello di rendere "più fluide" le principali correnti di energia che scorrono del nostro corpo sottile. Sviluppare e sopratutto purificare il Canale Centrale e i corpi sottili è, non a caso, tra gli obbiettivi principali della via iniziatica. Passiamo, ordunque, all'esercizio.
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